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La crisi del Botticelli

Nel 1492 a Firenze muore Lorenzo il Magnifico , grande mecenate del periodo rinascimentale, la città vive un periodo di crisi politico religiosa soprattutto perchè il priore di San marco a Firenze , Girolamo Savonarola lotta conto la corruzione dell’istituzione ecclesiastica , nel frattempo Carlo VIII tocca, con il suo esercito  i più grandi stati della penisola italiana . A Lorenzo il Magnifico segue il figlio Pietro che presto viene cacciato dalla città , a prendere il potere è Girolamo Savonarola . Durante il carnevale del 1497 il frate mette in atto il “bruciamento delle vanità” ovvero mette al rogo libri , ornamenti e dipinti profani .

Gli ideali umanistici , quelli che mettono l’uomo , il neoplatonismo e la classicità al centro di tutto , cominciano a adecadere all’inizio degli anni novanta del quattrocento , negli stessi anni la crisi mistica si avverte anche nel Botticelli che dell’umanesimo era stato il più grande cantore . Tra i suoi dipinti tutti ricordiamo “La Nascita di Venere” e “la Primavera” , spesso dimentichiamo i dipinti che egli realizzò in quegli anni di crisi , tra quelli andrebbero visti con particolare attenzione :”La calunnia”;  La Pietà “del Museo Poldi Pezzoli e  quella della Alte Pinakothek di Monaco ,quest’ultima dipinta tra il 1495 ed il 1950  ed acquistato , nel 1841, dal principe Ludovico I di Baviera .

Pietà -1495/1450

Le linee di contorno tracciate dal Botticelli rendono il dipinto di una particolarissima bellezza , tanto che risulta molto più calligrafico rispetto ai precedenti lavori del pittore . , al centro della scena , intorno ad un Gesù che forma un arco , si dispongono gli astanti che formano invece una sorta di piramide (fiamma) , composizione che è cara tanto a Michelangelo che la usa nella Pietà , quant in Loenardo da Vinci che la utilizza nella “Vergine delle rocce” ,   è questo elemento piramidale che domina ttta la composizione ,  viene subito all’occhio il dolore della vergine ed il resto dei personaggi paralizzati dal dolore e dallo sgomento , soltanto San Pietro sembra riuscire ad avere una certa lucidità di azione ,infatti lo vediamo nell’atteggiamento di benedire il defunto , mentre il san Gerolamo ( figura insolita nella pietà) rimane bloccato con la pietra in mano ,alla sua posa fa eco quella del San aolo che tiene in mano la spada del martirio . Il linearismo , i movimenti , la mancanza di una frivola decorazione , la preziosa pellicola pittorica rendono il dipinto particolarmente drammatico per la natura del Botticelli , quindi appare in maniera piuttosto evidente la conversione del pittore al misticismo del frate domenicano .

Questa è una delle opere che di Botticelli più apprezzo ed ammetto anche che non ho mai amato molto questo pittore , non perchè per lui provo una certa ostilità ,ma semplicemente perchè amo quella “terribilità ” che è facile rovare in Michelangelo ed altri pittori , ho sempre amato l’idealismo titanico piuttosto che quello delicato del Botticelli .

Che tipi strani siete voi pittori! Fate tutto il possibile per conquistarvi la fama e appena l’avete conquistata sembra che vogliate gettarla via. E’ sciocco, perché in questo mondo c’è una sola cosa peggiore del far parlar di sé, ed è il non far parlar di sé .

Ogni ritratto dipinto con amore, è il ritratto dell’Artista , non del modello ,.Il modello è soltanto un’occasione , un pretesto .Non è lui che viene rivelato dal pittore .Sulla tela dipinta il pittore rivela se stesso .

Il genio dura senza dubbio più della bellezza …

 Perché influenzare un individuo vuol dire trasfondergli la propria anima. Egli non pensa pensieri naturalmente suoi, e non arde delle proprie naturali passioni. Le sue virtù non sono una realtà, e i suoi peccati, ammesso che i peccati esistano, sono presi a prestito. Diventa l’eco della musica di qualcun altro, l’attore di una parte che non fu scritta per lui. Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di se stessi – ecco la ragione d’essere di ognuno di noi. Gli uomini oggi hanno paura di se stessi. Hanno dimenticato i doveri più sacri; quelli che si hanno verso di sé. Sono caritatevoli. Nutrono chi ha fame, e vestono chi è nudo. Ma il loro spirito è affamato e ignudo. La nostra razza non ha più coraggio. Forse in fondo non ne ha mai avuto. Il terrore della società, che è la base della morale;

Una grande passione è privilegio delle persone che non hanno niente da fare.

Un grande poeta , un poeta davvero grande, è la meno poetica delle creature .Ma i poeti di scarso valore sono affascinanti.Quanto peggiori sono i versi , tanto più affascinanti sono loro .Il semplice fatto di aver pubblicato un volume di sonetti scadenti rende un uomo irresistibile.Vive la poesia che non può scrivere.Gli altri vivono la poesia che non hanno il coraggio di trascrivere .

L’esperienza non aveva valore etico Era semplicemente il nome che gli uomini davano ai loro errori .I moralisti la consideravano di regola come una specie di avvertimento , le attribuivano una certa efficacia etica nella formazione del carattere, la esaltavano perchè ci insegnava la via da seguire e ci mostrava ciò che si doveva evitare . Ma non c’era motivazione nell’esperinza . Come la coscenza aveva scarsa forza attiva .

Io non approvo nè disapprovo mai niente . E’ assurdo voler giudicare la vita . Non veniamo al mondo per esprimere i nostri pregiudizi.Io non faccio mai caso a quello che dice la gente comune , e non interferisco mai con le persone simpatiche

La base dell’ottimismo è il terrore . Ci riteniamo generosi perchè attribuiamo al nostro prossimo il possesso di quelle virtù che potrebbero tornarci utili .

Essere buoni significa essere in armonia con se stessi .Siamo in disccordo quando invece ci costringono ad essere in armonia con gli altri .La propria vita ,questo si che importa . Quanto alla vita del prossimo , se vogliamo essere saccenti o puritani , possiamo far sfoggiodelle nostre idee su di essa , ma in realtà non ci interessa . E poi l’ individualismo è lo scopo più alto . La morale moderna consiste nell ‘ intonarsi alla propria epoca. Secondo me  accordarsi alla propria epoca è la più rozza immoralità che un uomo colto possa commettere .

Ci sono solo due tipi di persone veramente attraenti ; quelle che conoscono tutto e quelle chenon conoscono assolutamente nulla [...]Il segreto di rimanere giovani sta nel non lasciarsi andare a un’emozione eccessiva .

Si è sempre gentili con le persone che non ci interessano .

I buoni propositi sono inutili tentativi di interferire nelle leggi scientifiche .La loro origine è semplicemente la vanità .Il loro risultato è il nulla assoluto .

Che importanza può avere il reale corso del tempo ? Solo alle persone superficiali occorrono anni per liberarsi di un’emozione .Un uomo che è padrone di sè può far cessare il dolore con la stessa facilità con cui inventa il piacere .Non voglio essere in balìa delle mie emozioni.Voglio sfruttarle ,goderle ,dominarle .

Non posso rivivere un’emozione . Nessuno lo può ,tranne le persone sentimentali . 

Diventando spettatore della propria vita se ne sfuggono le sofferenze .

Spesso mi sembra che l’Arte nasconda l’artistameglio di quel che non riveli .

…In certi momenti considerava il male semplicemente come un mezzo che gli permetteva di realizzare la sua concezione di bellezza . 

In questo paese basta che un uomo possieda cervello e una certa eccentricità perchè le malelingue s mettano a sparlare di lui .Ma che vita conduce questa gente che si atteggia  moralista ? Mio caro , dimentichi che siamo nella patria degli ipocriti .

Per ogni nostro successo ci si crea un nemico .Per essere benvoluti bisogna essere mediocri .

la Pietà

Ogni tanto , soprattutto nel periodo estivo , mi capita di sedermi davanti alla mia piccola biblioteca e di riaprire vecchi libri , questo è il momento del Vasari , una sorta di Bibbia , libro sacro , per la storia dell’Arte . E’ da molti anni che ho questo testo ,non mi sono mai stancata di aprirlo e credo che continuerò a farlo per il resto dei miei anni . Lo lessi per intero anni addietro , ma la bellezza di questo libro si percepisce molto di più quando , dopo averlo letto la prima volta , si riapre la copertina e ,prendendo una pagina a caso , rileggi parole e descrizioni che riportano alla memoria opere ,colori e artisti .
Oggi mi capitava di rivedere un pezzo della vita di  Michelangelo ,che Vasari ha sempre tenuto in grandissima considerazione , e mi incantavo nel rileggere il pezzo dedicato alla Pietà .
Quest’opera ,il cui contratto venne firmato il 27 agosto del 1498 , fu voluta dal cardinale Jean Bilheres de la-Graulased ed era destinata al suo monumento selpolcrare  , doveva essere posta nella chiesa di Santa Petronilla , nel contratto si parlavadi “Una Pietà in marmo cioè una vergine maria vestita con Cristo morto nudo in braccio ” , il tema della scultura non era molto usato in Italia , infatti riprende un tema caro d’Oltralpe che ovviamente aveva esplicitamente richiesto il cardinale di origine francese .
Io trovo stupendo il movimento della mano sinistra dell vergine che si apre verso lo spettatore nel tentativo di renderlo partecipe al suo dolore , vissuto con grande dignità . In ogni caso è un’opera che non ha eguali .

Pietà - San Pietro in Vaticano

Tornando al Vasari , egli di questa opera scrive la seguente :

Alla quale opera non pensi mai scultore né artefice raro potere aggiugnere di disegno, né di grazia, né con fatica poter mai di finitezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michele Agnolo vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell’arte. Fra le cose belle che vi sono, oltra i panni divini suoi, si scorge il morto Cristo, e non si pensi alcuno di bellezza di membra e d’artifizio di corpo vedere uno ignudo tanto divino, né ancora un morto che piú simile al morto di quello paia.

Quivi è dolcissima aria di testa, et una concordanza ne’ muscoli delle braccia et in quelli del corpo e delle gambe, i polsi e le vene lavorate, che invero si maraviglia lo stupore che mano d’artefice abbia potuto sí divinamente e propriamente fare in pochissimo tempo cosa sí mirabile; che certo è un miracolo che un sasso da principio, senza forma nessuna, si sia mai ridotto a quella perfezzione che la natura a fatica suol formar nella carne. Poté l’amore di Michele Agnolo e la fatica insieme in questa opera tanto, che quivi quello che in altra opera piú non fece lasciò il suo nome scritto a traverso una cintola che il petto della Nostra Donna soccigne, come di cosa nella quale e sodisfatto e compiaciuto s’era per se medesimo. E che è veramente tale che, come a vera figura e viva, disse un bellissimo spirito:

Bellezza et onestate
E doglia e pièta in vivo marmo morte,
Deh, come voi pur fate,
Non piangete sí forte,
Che anzi tempo risveglisi da morte,
E pur, mal grado suo,
Nostro Signore e tuo
Sposo, figliuolo e padre
Unica sposa sua figliuola e madre

Il Vasari ci ricorda il pittore tra coloro che risveglierono le arti  dal loro torpore , colui che traccia la via per i nuovi pittori , colui che riesce a dare peso alle sue figure facendole appoggiare sul piano come nella realtà e togliendole quindi dal loro “star sulle punte” che li rendeva leggeri e in qualche senso innaturali . La sua unica maestra la natura , colui che gli insegnò la prospettiva il Brunelleschi , che , all’annuncio della morte dell’amico , lo ricorda con le seguenti parole : “Noi abbiamo fatto in Masaccio una grandissima perdita” .Immagino davvero che questo pittore , se avesse vissuto di più non sarebbe stato in alcun modo superabile .

Quando fu sepolto , a lla chiesa del Carmine dove aveva condotti gli affreschi nella cappella Brancacci , non gli fu dedicata alcuna epigrafe non stando in gran conto tra quelli della sua epoca ( anche questo ce lo dice il Vasari), in seguito però non mancò chi ,riconoscendo la sua grandezza , gli dedicò versi e parole :

Masaccio nel Carmine

S'ALCUN CERCASSE IL MARMO O 'L NOME MIO, 
LA CHIESA è IL MARMO, UNA CAPPELLA è IL NOME. 
MORII, CHé NATURA EBBE INVIDIA, COME 
L'ARTE DEL MIO PENNELLO UOPO E DESIO.

ed ancora Annibal Caro scrisse :

PINSI, E LA MIA PITTURA AL VER FU PARI: 
L'ATTEGGIAI, L'AVVIVAI, LE DIEDI IL MOTO, 
LE DIEDI AFFETTO. INSEGNI IL BUONARROTO 
A TUTTI GLI ALTRI, E DA ME SOLO IMPARI.

Nondimeno il Longhi ce lo ricorda come il nuovo fondatore della pittura dicendo anche che prima di lui non c’era stata storia della Pittura ; il Berenson lo definisce il “Giotto Rinato ” . Mentre Libero de Libero lo ricordava dicendo ” Fu proprio Masaccio , il più giovane di tutti i pittori che siano stati giovani prima , durante e dopo di lui , in pochi anni di gioventù a compirere il miracolo di risvegliare la pittura e di rianimarla con un’urgenza di vita  , finalmente reale e terrena  , che mai aveva avuto prima di allora ” .

La carta vincente del masaccio fu sicuramente il fatto di saper trasformare la realtà in verità oggettiva poichè era capace di analizzarla e sintentizzarla .

Paul Klee

Dream City

Paul Klee nacqu ea a Münchenbuchsee il 18 dicembre del 1879 durante l’infanzia aveva imparato da suo padre a suonare il violino , attività che egli esercitava molto bene e che non abbandono mai in modo definitivo , era un profondo amatore di Wagner , Mozart ,Beethoven e Bach , inoltre il padre lo aveva avviato molto presto alla pittura,Nel 1898 decide di iscriversi all’accademia di belle arti di Monaco , seguendo ivi i corsi di Von Stuck a suo tempo il più quotato dei maestri .,nel 1901 effettua il suo primo viaggio in Italia , sono questi gli anni in cui si dedica alla pittura simbolista realizzando opere grafiche e su vetro , terrà questo stile fino al 1905 ,durante l’anno si reca per la prima volta a Parigi , ha modo di conoscere i maestri francesi ,apprezza in modo particolare Van Gogh e Cezanne , nel 1906 torna a Monaco e vi si stabilisce ,risale a questo anno la sua prima partecipazione alla secessione di Monaco . Nel 1909 partecipa alla secessione di Berlino e nel 1911conosce G. Macke ed ha luogo la sua prima esposizione personale nella galleria Tannahauser. In questo periodo entra in contatto con Kubin e con i componenti del “Der Blaue reiter” ,nel 1912 espone insieme a quest’ultimo gruppo ,anche se il suo modo di concepire la pittura non era esattamente come quello che caratterizzava il gruppo dei Blaue Reiter, questa sua esperienza fu milto importante.Si reca nuovamente a Parigi e questa volta ha la possibilità di conoscere Delaunay , e la pittura cubista di Picasso e Braque .,Derain ,Vlaminck e Matisse, Una volta rientrato a Monaco , per la rivista Der Sturrm traduce il saggio sulla luce scritto da Delaunay .Nel 1914 insieme a Gustave Macke e Louis Moilliet si reca in Tunisia , importantissimi sarà l’influenza di questa terra nella sua arte , i colori e le luci esotiche e tutto ciò che era terra di Tunisia , fantastiche infatti le opere che portano il ricordo di questo viaggio . Tornato a Monaco è tra i fondatori della “Neue Sezession” Nel 1916 viene arruolato nell’esercito tedesco , tuttavia nei suoi diari egli non vive la guerra in modo tragico , viene congedato dalla guerra nel 1918 , anno in cui smette anche di scrivere il suo diario , questo coincide con raggiungimento consapevole dei suoi mezzi espressivi e pittorici , comincia a dedicarsi agli oli affrontando la strada dell’astrattismo .Nel 1919 ha luogo una mostra che lo fa conoscere al grande pubblico . Nel 1920 si stabilisce a Weimar in seguito all’invito fattogli da Gropius per insegnare al Bauhaus ,in seguito la scuola si sposta a Dessau e Klee si trasferisce nella stessa cittadina , nel frattempo i Blaue Reiter si erano sciolti quindi nel 1924 Kandinskij , Feininger ,Jawlensky e lo stesso Klee danno vita al “Die Blaue Vier” ,nel 1925 partecipa ad una mostra insieme ai surrealisti .Nel 1931 viene chiamato a Dusserdolf per insegnare all ‘accademia d’arte , poco dopo venne licenziato a causa dell’ascesa Hitleriana , le sue opere vennero confiscate e dichiarate arte degenerata , alcune vennero messe in esposizione alla “Mostra di Arte degenerata2 del 1937 .Torna a Berna continua a edicarsi alla pittura anche se affetto da sclerodermia progressiva , Muore a Muralto (Lucarno) il 29 Giugno del 1940 , dopo la morte gli fu concessa la cittadinanza svizzera che egli aveva chiesto e che fino ad allora gli era stata negata.

 

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Franz Marc

Il fato degli animali

Franz Marc nacque a Monaco l’8 febbraio del 1880, suo padre era pittore di paesaggi , le prime esperienze pittoriche Marc le ebbe dal padre , la madre era di religione calvinista e per questo dette al figlio un’educazione molto rigida spingendolo in seguito ad affrontare gli studi teologici per diventare pastore , dopo poco tempo dall’iscrizione alla facoltà di teologia il pittore decide di cambiare indirizzi di studio così si iscrive alla facoltà di filosofia ,a Monaco , Nel , 1900 si redne conto della sua vocazione artistica , così si iscrive all’accademia di belle arti di Monaco ,nel frattempo lavora, Nel 1903 si reca a Parigi aveva maturato nel frettampo la decisione di abbandonare l’accademia e così fa una volta rientrato a Monaco , comincia poi a lavorare per conto proprio dividendosi tra Monaco , Staffel- alm e Nichel , si dedica quindi alla pittura di paesaggi anche se non ha ancora un suo proprio stile , nel frattempo conosce dei pittori che si dedicano alla rappresentazione degli animali ,tra questi vi è l’insegnamento di Holzel , in questi anni e spoprattutto a partire dal 1906 inizia la fase più caratteristica della sua pittura il tema dell’animale immerso nella natura e l’unione cosmica di quest’ultima con l’individuo diventa costante . Nel 1907 si reca nuovamente a Parigi , ha modo di studiare in modo approfondito Van Gogh ,Gauguin e i Fauves , e per mantenersi illustra libri e dà lezioni private . Nel 1910 incontra Auguste Macke che lo presenta allo zio collezionista e mecenate quest’ultimo gli assegna una somma mensile che permette al pittore di non avere alcun problema economico , durantel’anno ha luogo la sua prima esposizione personale .Si trasferisce in seguito a Sinderlsdorf per dipingere a stretto contatto con la natura. Sempre nel 1910 egli visita l’esposizione del “Neue Kunstlerverenigung , Marc rimane affascinato e decide di contattare i pittori del gruppo , tra questi vi era Kandinskij , entra così a far parte di questo movimento , durante l’anno comincano a farsi presenti degli attriti tra i componenti così nel 1911 Kandinskij e Marc decidono di staccarsi e formare un nuovo movimento . Il movimento in questione si chiamerà “Der Blaue Reiter” . Nel 1912 torna a Parigi ,conosce Delaunay e il suo orfismo , egli stesso fece riferimento al colorismo orfico nella tela “ Il sogno” , viene invitato a far parte del comitato organizzativo del “soderbund”,ha perciò occasione di vedere una mostra dei futuristi ,nel frattempo soggiorna a Tirolo e in seguito si trasferisce in Baviera. Allo scoppio della prima guerra mondiale (1914) si arruolaconvinto che la guerra fosse ujna necessaria espiazione ai mali del contonente europeo , durante la guerra realizza schizzi e scrive aforismi , il 4 marzo del 1916 , durante combattimento a Verdun muore .

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Vassilij Kandinskij

Composizione VI

Il pittore nacque a Monaco il 4 dicembre del 1866 , studiò giurisprudenza e solo in seguito decise di dedicarsi alla pittura. Nel 1892 prese la laurea e divenne professore alla facoltà di legge di Mosca ,nel 1895 visita a mosca una mostra di espressionisti , rimase affascinato dai lavori di Monet , rendendosi conto della sua vocazione pittorica decide di dimettersi dalla facoltà di legge , Nel 1896 si trasferisce a Monaco ,si iscrisse dapprima ad una scuola privata ,dopo alcune sedute dedicate alla pittura del nudo , Kandinskij decide di lasciare la scuola e l’anno seguente si iscrive all’accademia frequentando il corso di Von Stuck ,nel frattempo si si aggrega al gruppo dei Phalaux ,gruppo che voleva introdurre le avanguardie francesi a Monaco , nel frattempo il pittore fa alcuni viaggi e si stabilisce per un’anno a Parigi .Nel 1902 espone per la prima volta con la secessione e realizza le sue prime litografie , ,nei due anni seguenti effettua dei viaggi , in particolare visita l’Italia , l’Olanda ,l’Africa e la Russia .

Torna a Monaco nel 1908 e passa il suo tempo in una località del bavarese , sono questi gli anni in cui realizza dei paesaggi impressionistici , ,nel 1909 aderisce alla fondazione del gruppo “ Neue Kunstlervereinigung, di cui divenne il presidente , a causa dui alcuni disguidi egi si stacca dal gruppo , lo segue in questo Franz Marc e alcuni altri pittori , così decide in sieme a Marc di fondare un nuovo gruppo , creano anche un’almanacco , si ispirano alla loro comune passione per i cavalli , Kandinskij era affascinato dai cavalieri fabieschi , entrambi amano l’azuro decisero così di chiamare il nuovo gruppo “ Der Blaue Reiter” (il cavaliere azzurro) .Nel 1911 ha luogo la prima esposizione dei “Der Blaue reiter” nella galleria Der Sturm , Il primo numero dell’almanacco esce nel 1912 ,nello stesso periodo Kandinskij pubblica il suo “Lo spirituale nell’arte”,comincia così la sua strada verso l’astrazione spinto dal suo interesse per la teosofia e anche dallo scritto “astrazione ed empatia “ di Worringer , l’astrazione che in modo evidente meditava da un po’ di anni comincia ad essere messa in atto , prima opera di questo genere è “primo acquerello astratto”.

Negli anni che vanno dal 1911 al 1914 realizza le sue “Komposition” e le sue “Improvisation” opere in cui rende pittoricamente la musicalità delle composizioni e delle sinfonie .

Nel 1914 , il pittore torna a Mosca a causa dello scoppio della prima guerra mondiale , qui nel 1916 per via della ricoluzione d’ottobre gli vennero confiscati i beni rimase così in piena povertà ,nel 1918 entra a far parte del Dipartimento di Belle Arti del commissario popolare dell’illuminismo nella accezione di Capo della sezione cinema e teatro . ,nel 1919 venne nominato professore di estetica all’università dio Mosca . Nel 1921 torna in Germania , viene chiamato da Gropius al Bauhaus ,in questo posto il pittore passerà il decennio che va dal 1922 al 1933 ,spostandosi insieme all’intero gruppo del Bauhaus da Weimar a Dessau a Berlino (l ascuoale ra considerata un focolaio di comunisti) , nella scuola egli tiene il seminario sul colore ed insegna pittura murale , Nel frattempo il pittore comincia ad interessarsi alle proprietà del punto , della linea e della superficie , nel 1926 viene pubblicato il libro “Punto ,linea e superficie” dove il pittore teorizza le sue ricerche .

In questi anni aderisce anche al gruppo teatrale “Die Blaue Vier” .Con l’avvento del nazismo il Bauhaus venne definitivamente chiuso , le opere del pittore furono sequestrate ed alcune furono esposte alla “Entartete Kunst” nel frattempo Kandinskij abbandona la Germania (1933) per trasferirsi a Neuille sur Seine dove trascorre i suoi ultimi dieci anni di vita. Muore il 13 dicembre del 1944.

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Marc Chagall

“Costruire un mondo dove un’albero può significare altro , dove io posso … constatare di avere sette dita nella mano destra … un’universo dove tutto è possibile”

 Marc Chagall nacque a Vitebsk , il 7 luglio del 1887 .Comiciò a studiare pittura nel 1906 presso in certo Pen , dopo pochi mesi si trasferì a San Pietroburgo , fece pratica vicino ad altri pittori e per mantenersi lavorò in svariati modi , a causa delle sue origini ebraiche e delle discriminazioni , il pittore fu incarcerato , (a San Pietroburgo agli ebrei era vietato vivere senza il permesso di soggiorno )all’uscita dal carcere rimase comunque in città ,al 1908 risalgono le sue prime opere a carattere populista egli si ispira allo stile dei neoprimitivisti e alle icone russe , a causa dei continui dissensi politici nel dove si 1910 si recò a Parigi , durante questo primo soggiorno parigino egli si avvicinò alla corrente dei Fauves dei cubisti e al movimento della Ecole de Paris ,frequenta anche Delaunay e Apollinaire tenendo così uno stretto contatto con l’ambiente intellettuale della città nonostante questo la sua pittura visionaria ,fantastica e popolare non è classificabile in alcuna corrente artistica ,nel 1912 entra a far parte del circolo “La Ruche” ed espone al salon des independants e al salon d’automne , nel frattempo Delaunay lo presenta ad un mercante che nel 1914 gli allestirà una mostra personale a Berlino, dopo questa mostra egli torna in russia per lui questo significa un recupero dei valori legati alle proprie origini , e allo scoppio della prima guerra mondiale fu arruolato nell’esercito . , l’anno seguente si sposò .Nel 1917 oltre a partecipare alla rivuolizione , mise su un ‘accademia , ed aprì un museo nella sua città natale , a causa di alcuni disguidi il suo posto dio direttore viene preso da Malevich così nel 1920 si trasferisce a Mosca qui lavorò per il teatro ebraico di stato , nel 1922 su invito di Vollard si recò a Parigi infatti il mercante gli commissionò le illustrazioni per alcuni libri , tra cui le “Anime morte di Gogol”, le “Favole di La Fontane” e la Bibbia.Negli anni seguenti viaggiò parecchio in Europa , in Palestina , nel 1933 in francia ha luogo una retrospettiva , nel frattempo i nazisti presero il potere e le opere furono confiscate ,alcune vennero messe all’asta ed altre vennero distrutte , nel 1940 con le nuove leggi antisemite e con l’invasione da parte dei nazisti la cittadinanza francese gli fu tolta , così nel 1941 fu costretto a rifugiarsi in spagna e poi negli stati uniti , sbarcò a New York il 23 giugno dello stesso anno , si dedica alla rappresentazione del terrore e del martirio degli ebrei attraverso operedi grandi dimensioni , realizzò in questo periodo le scenograife per il “Ballet Theatre”Nel 1944 morì la moglie e lui per un po’ smise di lavorare , in seguito conobbe Gorgonia Hoggard da cui ebbe un figlio , il pittore però viveva in america uno stato di disagio così nel 1947 decise di tornare in Francia , due anni dopo decide di stabilirsi in Provenza ,anni in cui si dedica anche alla scultura, i dipinti di questo periodo sono ispirati dalla gioia e dall’amore . Nel 1952 la sua nuova compagna interruppe la relazione ,il pittore si risposò e dedicò il resto della sua vita alle decorazioni di vetri e ceramiche .Tra i suoi lavori non sono da dimenticare le vetrate per la sinagoga dell’università ebraica di Haddash a Gerusalemme , e quelle per il palazzo dell’ ONU a New York .I murali per il Metropolitan Opera di New York , Le decorazioni del soffitto dell’opera di Parigi , e i tre arazzi con le scene di “ Creazione “ ,”esodo” ed “Entrata in Gerusalemme”Morì il 28 marzo del 1985 a Saint-Paul de Vence all’età di 97 anni

Robert Delaunay

La Linea è limitazione .E’ il colore che dà la profondità, non una profondità prospettica ,nè sequenziale , ma simultanea , insieme alla forma e al movimento “

La Pittura è un’arte completa , un tutto che rappresenta in tutta la sua purezza un fatto plastico

non un’effetto , non un’allusione… ma un atto vivo ,umano , creativo , lirico , con mezzi puri che sono la pittura “

Robert Delaunay nacque a Parigi il 12 aprile del 1885 .Cominciò a dipingere molot presto adottando la tecnica impressionistica , nel frattempo studia e ammira Gauguin e il colorismo dei fauves , si dedica al teatro lavorando nello studio di uno scenografo ,conosce in seguito la pittura di Cezanne e di Van Gogh queste nuove conoscenze lo indirizzano verso un nuovo rigore formale ed una ricerca intensa del colore .L’anno seguente comincia a dipingere lea serie delle vedute di Parigi ,in particolare della Torre Eiffel , in questo periodo egli risente delle tematiche cubiste e futuriste realizzando una sorta di cubismo analitico senza minimizzare la tavolozza a pochi colori ma riprendendo la tavolozza futurista che risultava più accesa . Nel 1910 sposa Sonia Terk ,anch ‘ella pittrice di origine ucraina , inoltre conosce Fernand Leger, Delaunay e sua moglie , su invito di kandinskji , si avvicinano al gruppo dei Der Blaeu Reiter , da qui egli si avvicinerà all’arte astratta per come la intendeva Paul Klee . A partire dal 1910 comincia ad interessarsi alla simultaneità dei colori , così nascono opere dai colori sfavillanti , luminosi e musicali ,dapprima non si stacca in modo completo dalla pittura figurativa infatti nelle sue opere sono ancora presenti dei riferimenti agli oggetti , dopo un certo periodo si dedica solo ed elusivamente al colore realizzando opere completamente astratte, questo nuovo tipo di pittura verrà chiamata “Cubismo Orfico” da Apollinaire che aveva avuto occasione di vedere i dipinti di Delaunay nella gallerie Der Sturm di Berlino nel 1912 . Nel 1913 realizza le interessanti serie delle “Forme circolari” e dei “dischi” A partire dal 1914 torna alla pittura figurativa , questa sua fase pittorica non sarà brillante come la precedente e segnerà una certa non- originalità .Allo scoppio della prima guerra mondiale si trasferisce in Spagna e poi in Portogallo in questi anni si dedica ,insieme alla moglie , al design di costumi per l’opera di Madrid , si avvicina anche alla ritrattistica , ritorna a Parigi e riprende la via dell’astrazione ,lo fa intorno agli anni 30 , nel 1937 realizza insieme alla moglie le decorazioni per i palazzi dell’esposizione universale .Allo scoppio della seconda guerra mondiale ,si allontana da Parigi .Il pittore muore di cancro il 25 ottobre del 1941 a Montpellier .

“L’occhio è il nostro senso più elevato , quello che comunica direttamente col nostro cervello , la coscienza . L’idea del movimento vitale del mondo e il suo movimento è simultaneità “

Maurice Utrillo

Chiesa di Villaggio

Maurice Utrillo nasce a Parigi , nel quartiere di Montmatre , da Suzanne Valadon , pittrice discepola di Degas e modella di molti artisti . Sul padre del pittore non si hanno notizie certe , ,pare si trattasse di un certo Bloissy , personaggio che frequentava il quartiere di Montmatre , .Durante l’infanzia venne affidato alle cure della nonna , mentre la madre trascorre il suo tempo fra gli ateliers dei pittori suoi amici e ritrovi di artisti . Nel 1891 un critico d’arte spagnolo ,amico della madre del pittore , riconosce legalmente Maurice che assume il cognome Utrillo in sostituzione di Valadon , nonostante questo il pittore continuerà a firmarsi per parecchio tempo con il cognome della madre . Nel frattempo un impiegato benestante di nome Paul Mousis , prende a cuore il ragazzo così procura a lui e alla madre un appartamento nei pressi di Montmatre e si occupa dell’istruzione del ragazzo , Maurice preò è molto irrequieto e bib arriverà a terminare gli studi , così a sedici anni riesce ad ottenere un posto in banca . aveva già cominciato a berte e per la prima volta all’età di diciassette anni la madre lo interna in una clinica psichiatrica di St.Anne , nell’estate del 1901 viene dimesso dalla clinica a questo punto la madre , nella speranza di distrarlo dall’alcool , lo avvia alla pittura , Maurice non si allontana dall’alcool ma comincia a riconoscere la sua vocazione pittorica . Dopo il 1909 ,dopo la separazione diSuzanne Valadon da Paul Mousis , si aggravano le condizioni economiche ,in questo periodo il pittore comincia a vagabondare da un bistrò all’altro trovandosi spesso immischiato in risse e disordini che spesso richiedono l’intervento della polizia , arriva a barattare i suoi dipinti in cambio di una bottiglia di vino ,anche alcuni mercanti però sono interessati alle sue opere, il mercante Libadue gli passa una magra rendita in cambio della prima visione delle sue opere .Allo scoppio della prima guerra mondiale Utrillo viene richiamato alle armi , ,viene però rimandato presto a casa ,gli anni seguenti saranno i più angosciosi della sua vita .Nel 1916 è a Villejuif ricoverato in un manicomio , nel 1917 a Picpus e nel 1918 in un’altra clinica da dove fugge ,nascondendosi nella bettola di un suo amico . Nel 1919 ha luogo una mostra personale che consacra il pittore al grande pubblico , sono presentate le opere del periodo bianco ,,l’anno seguente grazie all’aiuto del nuovo marito della madre del pittore , Maurice ottiene un contratto con la galleria Bernheim-Jeune , nonostante il successo e la buona situazione economica , gestita dalla madre , il pittore non si riprende dalle suo crisi mistiche e dalla dipendenza dall’alcol , nel frattempo viene internato numerose volte e tenta il suicidio . In seguito passa le sue giornate chiuso nell ‘appartamento cittadino di Avenue Junot o nel castello di St.Bernard .A poco a poco abbandona l’alcol ma le sue crisi mistiche si fanno più frequenti Nel 1934 è decorato della legion d’onore ,nello stesso anno sposa Lucie Valore , con la quale trascorre il resto della vita .In questo ultimo periodo la sua produzione è solo un ripetersi di soggetti ripresi da alcune cartoline ,senza dubbio il suo periodo miglio fu quello detto “periodo bianco” in cui è maggiore la forza e la resa dei materiali .Il pittore muore il 16 novembre del 1955.

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Chaim Soutine

Veduta di Ceret

Il pittore nacque a Smilavitchi , piccolo villaggio russo , nel 1893 .Suo padre era sarto e la famiglia andava avanti a stento , era povera e numerosa , e spesso erano costretti a patire la fame. Chaim Studiò nel villaggio ebraico della cittadina , non era uno studente assiduo e passava il suo tempo disegnando , la religione ebraica vietava la riproduzione di immagini ed il pittore venne punito parecchie volte per aver trasgredito a questo comandamento religioso .All’età di 9 anni viene mandato a Misk e messo a far l’apprendista presso lo zio sarto ,è in questo periodo che incontra Michel Kikoïne con la quale condivide la passione per la pittura ,nel frattempo lo zio lo mette a far l’apprendista presso un fotografo della cittadina , ottiene il consenso dei genitori per dedicarsi all’Arte così nel 1910 si trasferisce a Vilnus dove frequenta l’accademia, qui conobbe altri due pittori in particolare Kremegne ,che lo istiga a recarsi nella capitale francese , il 14 luglio del 1913 arriva a Parigi , trova una sistemazione presso la Ruche e si iscrive alla Accademia di belle arti e frequenta i corsi di Cormon , frequenta spesso il louvre dove ha modo di ammirare i maestri del passato ed in particolar modo Rembrandt e Courbet , fa la conoscenza di Lipchitz e Modigliani che credette in lui e lo prese sotto la sua protezione , i due condivisero anche amicizie e debitiDurante questo suo soggiorno parigino il suo interesse era rivolto alle carcasse di animali ,carcasse che spesso rubava e che poi teneva in casa sua . Durante la prima guerra mondiale il pittore si arruolerà come volontario ,al ritorno dalla guerra Montparnasse non è più la stessa , così decide di trasferirsi a FalguièreNel 1918 visitò le regioni francesi ,si dedica alle nature morte ,e a paesaggi che apparivano angosciosi ,creò poi la serie dei pasticcieri , ,dei valletti , dei chierichetti .A causa del suo individualismo non aderì ad alcuna corrente artistica , fu spesso considerato vicino agli espressionisti , anche se lavorato in modo molto personale .Dal 1930 sembra essere inquieto e tormentato ,,cominciò a mostrare sempre più raramente i suoi lavori , e si dedicò ad una ricerca esistenziale e formale , con risultati spesso drammatici , fu ossessionato dalla forma e dal colore , spesso lo si ritrovava depresso e insoddisfatto ,nei periodi di crisi distrusse molte delle sue opere . Dal 1931 al 1935 passa quasi tutte le estati a Lèves, nei pressi di Chartres, nella proprietà dei Castaing , essi erano soliti comprare le sue opere .Nel ‘37 si trasferisce in rue Seurat .Nel 1940 conosce Marie-Berthe Aurenche (ex moglie di Ernst) Con l’avvento della seconda guerra mondiale ,anche a causa delle sue origini ebree dovette lasciare Parigi per rifugiarsi nelle campagne ,nei boschi vivendo così all’aperto , ,per via di questo vivere male si ammalò di ulcera ,fu costretto quindi a tornare a Parigi , subì un’operazione che non riuscì a salvargli la vita .Morì a Parigi il 9 Agosto del 1943.

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Amedeo Modigliani

Autoritratto

Amedeo Modigliani nacque a Livorno il 12 luglio dell’anno 1884 , entrambi i genitori appartengono in qualche modo alla migliore tradizione israelita mediterranea . .Nell’estate del 1895 soffre di una grave pleurite , che viene documentata da uno scritto di sua madre ,nell’estate del 1897 comincia a frequentare un corso di disegno ,l’annio seguente si ammala di tifo si aggiungono poi delle complicazioni polmonari ,in questo periodo quindi rinuncioa agli studi e comincia a frequentare lo studio del pittore Micheli .Nel 1901 si ripresenta il problema polmonare così è costretto a passare del tempo con la madre nel sud (Napoli e dintorni) ,sulla strada del ritorno si ferma a Roma e Firenza ha così modo di vedere i musei più importanti delle città . Nel maggio del 1902 si iscrive alla scuola libera di nudo a Firenze ,nel 1903 si trasferisce a Venezia dove frequenta un’altra scuola di Nudo .Nel 1906 spinto dalla voglia di novità si risolve di andare a Pargii dove arriva nell’inverno dello stesso anno ,affitta uno studio a Motmatre ,nei pressi del Bateau -Lavoir , l’anno seguente conosce Paul Alexandre che lo convince ad iscriversi al Salon des independants , lo stesso Alexandre aveva messo su un falansterio che Modigliani frequenta anche se non vi abita., partecipa al salon des independants anche nel 1908 presentando sei opere . Nell’estate del 1909 torna a Livorno , vi resta pochi mesi e al suo ritorno in Francia il pittore chiede ad Alexandre di fargli conoscere ilo scultore Brancusi ,avviene così che i due si conoscono . Nel 1910 partecipa nuovamente al salon ds independants , e dopo un intenso studio di disegni decide di avviarsi alla carriera scultorea , reralizza delle opere che presenta al salon d’automne nel 1912 , l’anno seguente realizza un ritratto di Alexandre ,primo sentoe di quella che sarà la sua espressività pittorica . Allo scoppio della guerra mondiale il pittore viene riformato a causa della sua salute , ,nello stesso anno incontra Beatrice Hastings con la quale vivrà per due anni . Nel 1915 Max Jacob presenta Modigliani al mercante Guillame che diverrà il suo più importante acquirente , nel 1916 incontra il poeta polacco Zborowski,quest’ultimo diventa un suo fernete sostenitore , si dedica alla figura femminile e spesso paga delle modelle per farle posare ,durante il 1917 conosce Jeanne Hebuterne , allora allieva dell’accademia Colarossi , , entro l’anno i due vanno a vivere insieme , dal 3 al 30 dicembre era in programma un mostra personale di Modigliani che per via dei nudi esposti fece un certo scandalo ,così la questura impone il ritiro delle opere e la mostra viene chiusa lo stesso giorni dell’apertura . Nel 1918 vista la cattiva salute di Modigliani e lo stato di gravidanza di Jeanne , il poeta Zborowski manda i due nella sua casa in costa azzurra , i due abiteranno tra Nizza e Cannes per più di un’anno è qui che nascerà la figlia della coppia , in questo periodo anche per via della luminosità mediterranea la tavolozza del pittore si rischiara e nell’atto pittorico la materia viene smagrita . a questi anni risalgono gli unici quattro paesaggi realizzati dal pittore.Nel maggio del 1919 il pittore torna a Parigi ,in seguito lo raggiunge la moglie che era nuovamente incinta , a questo anno appartengono numerosi ritratti e l’unico autoritratto realizzato .Dipinge un’ultimo quadro (ritratto di mario” in un disegno preparatorio il pittore scrive ” Il nuovo anno / Hic incipit Vita Nova”.il 24 Gennaio del 1920 il pittore muore all’ospedale della carità .

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Fernand Leger

” Cezanne … il solo tra gli impressionisti , aveva toccato con mano il senso profondo della vita plasticaper la sua sensibilità ai contrasti di forme”

 ”Un’opera d ‘ Arte deve essere significativa della sua epoca come ogni altra manifestazione intelletuale quale che sia . La Pittura , in quanto visiva , è necessariamente il riflesso delle condizioni esteriori e non psicologiche .”

 ” La nostra vita moderna è fatta di contrasti giornalieri .Essi devono entrare nelle nostre preoccupazioni ; l’epoca imprssionista melodiosa era in rapporto con la vita che si svolgeva a quei tempi . Un paesaggio moderno , un villaggio moderno ,è rotto dai manifesti , dai piloni d’alta tensione , non è più melodioso . Questi paesaggi sono nostri ed appaiono contrastati e validi plasticamente”

 ”Contrasto uguale dissonanza , di conseguenza , massimo effetto espressivo “

 Ogni creazione umana è dipendente da volontà geometriche “

Fernand Leger nacque ad Argentau il 4 febbraio del 1881 , i suoi primi studi li compì presso un’istituto religioso in seguito si reca presso un’architetto qui ,dal 1897 al 1899 compie il suo apprendistato . Nel 1900 si reca a Parigi per studiare arti decorative , nel frattempò lavorò in uno stdio di architettura , rimane nella cpitale fino al 1902 , fa il servizio militare in seguito cerca di entrare all’ecole des Beaux arts riesce a superare l’esame e frequenta i corsi di Leon Gerome , nel frattempo frequenta anche l’academia Julian , nel 1907 visita la retrospettiva dedicata a Cezanne e qui rimane molto colpito dalla pittura del maestro .,nel 1911 espone al salon des independentas ,la sua opera a quel periodo si avvicinava alle opere cubiste anche se era caraterizzata da forme cilindriche ( nudi nella foresta),allora il cubismo non era molto apprezzato come corrente , così egli alla mostra non ebbe molto successo . Il suo avvicinamento alla corrente cubista e quindi al Bateau -Lavoir ,nonostante il suo abitare vicino a Montparnasse , fu dovuto anche al rifiuto dei sentimentalismi ,e dal suo amore per il rigore della percezione e le strutture essenziali .,nonostante questo egli si legherà in qualche modo anche a Chagall , Soutine , altri ,ma in particolar modo a Cendrans che sarà il suo migliore amico . Nel 1913 rinuncia completamente all’arte figurativa ,abbandona così anche il cubismo che ormai gli appariva troppo statico . A partire da questo anno si dedica anche alla scrittura di alcuni articoli dedicati alla pittura , Allo scoppio della prima guerra mondiale fu richiamato alle armi e a Verdun rimase intossicato dai gas ,durante la convalescenza tornò a dedicarsi alla pittura , nelle opere di questo perodo l’uomo scompare per far posto alle macchine , sembra qui esserci una certa affinità con le tematiche futuriste . Nel 1924 insiemead Ozenfant mette su un’accademia nel suo studio sito in Notre Dame des Champs , ,illustra “J’ai tuè ” e ” La fine du Monde” partecipa anche alla fondazione della rivista “Esprit nouveau” , nello stesso anno realizza un film “Ballette mecanique” ,questo suo interese per il cinema fa percepire come egli intendesse far uscire l’arte dagli schemi pittorici .Nel 1925 presenta delle pitture murali astratte all’esposizione di arti decorative .Nel 1935 realizza le decorazioni per una sal delle esposizioni internazionale di Bruxelles , decra il palazzo Deconverte a Parigi sul tema del “transport des forces”Durante l’occuopazione nazista si rifugia negli stati uniti dove si era già recato nel 1931 , nel 1935 e nel 1938 ,qui rincontra gli amici , tra cui Chagall ,Mondiran Ernst e Ozenfant , collabora anche con il dadaista Richter alla cinematografia.Nel 1945 trona in Francia ed aderisce al partito comunista , a questi anni del dopoguerra appartengono icicli “I costruttori ” e “il circo” realizza le scene e i costumi per il Bolivar di Milhand , realizza un mosaico per la chiesa di Assy , le decorazioni dela palazzo dell’ ONU a New York , le vetrate per alcune chiese , si dedica anche agli arazzi , alle ceramiche e alle sculture policrome ,illustra la poesia “libertè” di Eluard . Nel 1955 vince la biennale di san Paolo . Muore a Gif – sur – Yvette il 17 agosto del 1955 .

 ”Volevo andare agli antipodi dell’impressionismo … Volevo spingermi quanto più lontano possibile . Ero stato preso da una vera ossessione… volevo spingermi quanto più lontano possibile . Non era che una battaglia di volumi”.

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Juan Gris

“Cezanne da una bottiglia crea un cilindro ; io invece da un cilindro costruisco una bottiglia”

“Il mio intento è di creare dei nuovi oggetti che non possano essere confrontati a nessun oggetto reale”

natura morta con lampade ad olio

 Juan Gris nacquea a Madrid il 23 marzo del 1887 , il suo vero nome era Josè Victoriano Gonzales Perez .A partire dal 1902 al 1904 studia disegno industriale , in seguito interrompe questi studi avvertendo la vocazione pittorica , collabora con dei quotidiani locali disegnando vignette umoristiche ,negli anni 1904 e 1905 studiò pittura presso Josè Maria Carbonero , si volge allo Judestil ,presto però sentì il bisogno di novità così ,nel 1906, decide di trasferirsi a Parigi ,qui entra in contatto con Matisse ,Braque ,Leger e Modigliani ,prese uno studio situato nei pressi dello studio di Picasso che in seguito conobbe ,per vivere collabora con una rivista disegnando vigentee satiriche ,a partire dal 1910 si interessa alle tematiche cubiste durante lo stesso anno offre le sue composizioni a Clovis Sagot che le espone nella sua galleria a Montmatre , nel 1911 passa l’estate a Cruet insieme a Picasso e Braque affrontando insieme il problema della luce che colpisce gli oggetti ,intorno al 1912 si avvicina al cubismo analitico a cui Picasso e Braque avevano dato vita realizza “Hommage a Picasso” che esporrà al salon des independants ,firma un contratto con Kahnweiler che lo emtte in contatto con impotanti collezionisti come Gertrude Stein e Rosenberg . Nel 1913 trascorre l’estate a Ceret insieme a Picasso . A partire dal 1914 egli si allontana dal cubismo analitico per dedicarsi al cubismo sintetico ,usando anche la tecnica del paier collè , rifiuta quindi il monocromatismo e utilizza colori luminosi , inoltre rimane acnorato al razionalismo mantenendo anche uno spirito scientifico a questo punto il suo interesse non è più la scomposizione e ricomposizione dell’ oggetto ma la struttura dell’immagine , si dedicò molto allo studio teorico del cubismo scrisse molto e partecipò a parecchie conferenze ,durante la guerra si accanisce sul lavoro . Intorno agli anni ‘20 lavora alle scenografie e ai costumi del balletto russo . Nel 1920 viene colpito da un pleurite dal quale non si riprenderà mai in modo completo , inoltre la sua vita è fatta di stenti e miseria che non gli permettono una tranquillità psicologica ,il pittore muore a Boulogne – sue – Seine l’11 maggio del 1927.

 ”Ora so bene che all’inizio del cubismo era un’analisi , che no era pittura più di quanto la descrizione di fenomeni fisici non fosse fisica . Ma ora che tutti gli elementi dell’esteticadetta cubista sono misurati dalla tecnica pittorica , ora che l’analisi di ieri si è trasformata in sintesi mediante l’espressione dei rapporti tra gli oggetti stessi , non gli si può fare questo rimprovero .” (Juan Gris – réponse à l’enquete : chéz les cubistes – in “Bullettin de la vie artistique” )

 ”La pittura è per me un tessuto omogeneo e continuo di cui i fili in un senso sarebbero la parte rappresentativa o estetica , i fili che li traversano per formare questo tessuto sarebbero il lato tecnico ,architettonico o astratto”

 ”L’estetica è l’insieme dei rapporti tra la pittura e il mondo esterno , rapporti che portano al soggetto ,la tecnica è l’insieme dei rapporti tra le foprme e i colori che esse contengono , e tra le forme colorate stesse “

 ”la sola possibilità della pittura è l’espressione di certi rapporti del pittore col mondo esterno e … il quadro è l’associazione intima di questi rapporti tra loro e la superficie limitata che li contiene

 ” se io particolarizzo i rapporti pittorici fino alla rappresentazione di oggetti è per evitare che lo spettatore di un quadro lo faccia da sè e che questo insieme di forme colorate gli suggerisca una realrtà non prevista da me.

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