Nel 1492 a Firenze muore Lorenzo il Magnifico , grande mecenate del periodo rinascimentale, la città vive un periodo di crisi politico religiosa soprattutto perchè il priore di San marco a Firenze , Girolamo Savonarola lotta conto la corruzione dell’istituzione ecclesiastica , nel frattempo Carlo VIII tocca, con il suo esercito i più grandi stati della penisola italiana . A Lorenzo il Magnifico segue il figlio Pietro che presto viene cacciato dalla città , a prendere il potere è Girolamo Savonarola . Durante il carnevale del 1497 il frate mette in atto il “bruciamento delle vanità” ovvero mette al rogo libri , ornamenti e dipinti profani .
Gli ideali umanistici , quelli che mettono l’uomo , il neoplatonismo e la classicità al centro di tutto , cominciano a adecadere all’inizio degli anni novanta del quattrocento , negli stessi anni la crisi mistica si avverte anche nel Botticelli che dell’umanesimo era stato il più grande cantore . Tra i suoi dipinti tutti ricordiamo “La Nascita di Venere” e “la Primavera” , spesso dimentichiamo i dipinti che egli realizzò in quegli anni di crisi , tra quelli andrebbero visti con particolare attenzione :”La calunnia”; La Pietà “del Museo Poldi Pezzoli e quella della Alte Pinakothek di Monaco ,quest’ultima dipinta tra il 1495 ed il 1950 ed acquistato , nel 1841, dal principe Ludovico I di Baviera .
Le linee di contorno tracciate dal Botticelli rendono il dipinto di una particolarissima bellezza , tanto che risulta molto più calligrafico rispetto ai precedenti lavori del pittore . , al centro della scena , intorno ad un Gesù che forma un arco , si dispongono gli astanti che formano invece una sorta di piramide (fiamma) , composizione che è cara tanto a Michelangelo che la usa nella Pietà , quant in Loenardo da Vinci che la utilizza nella “Vergine delle rocce” , è questo elemento piramidale che domina ttta la composizione , viene subito all’occhio il dolore della vergine ed il resto dei personaggi paralizzati dal dolore e dallo sgomento , soltanto San Pietro sembra riuscire ad avere una certa lucidità di azione ,infatti lo vediamo nell’atteggiamento di benedire il defunto , mentre il san Gerolamo ( figura insolita nella pietà) rimane bloccato con la pietra in mano ,alla sua posa fa eco quella del San aolo che tiene in mano la spada del martirio . Il linearismo , i movimenti , la mancanza di una frivola decorazione , la preziosa pellicola pittorica rendono il dipinto particolarmente drammatico per la natura del Botticelli , quindi appare in maniera piuttosto evidente la conversione del pittore al misticismo del frate domenicano .
Questa è una delle opere che di Botticelli più apprezzo ed ammetto anche che non ho mai amato molto questo pittore , non perchè per lui provo una certa ostilità ,ma semplicemente perchè amo quella “terribilità ” che è facile rovare in Michelangelo ed altri pittori , ho sempre amato l’idealismo titanico piuttosto che quello delicato del Botticelli .














